a..mancina non solo leonardo... tutti i mancini trovano naturale scrivere nell'altro verso
io, da piccola, sono stata corretta e ora scrivo da sinistra a destra l'anima, però, mi è rimasta mancina... forse è per quello che - certe volte - vedo le cose in un altro verso
Trenta dì conta novembre con april, giugno e settembre,
di ventotto ce n'è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.
approfitto della data odierna per segnalare che questa filastrocca è inesatta;
poiché 'quello di ventotto' si presenta tre anni su quattro non bisognerebbe dire che ce n'è uno ma -solo- 0,75;
ciao a tutti
a..
adesso che ci sono anche le foto... chi lo sta cercando -ancora- sul secondo rigo del pentagramma dovrebbe capire di essere fuori strada;
ciao a tutti a..
tutte le gocce di pioggia arrivano al suolo con la stessa velocità;
al solo vederle cadere la nostra malinconia sconfina in tristezza, se bagnano la nostra tensione producono rabbia... ma esplode l'allegria se inzuppano, anche fino alle ossa, la nostra gioia;
insomma, la pioggia è soltanto acqua e tutto il resto dipende da noi;
settimana più, settimana meno... il periodo è questo;
lo sopporti, e quasi con piacere, che ti offenda gli occhi;
è una luce diversa da tutte le altre, una luce che passa attraverso la pelle e porta -perfino me- a spingere sull'acceleratore, una luce che ti rammenta di essere animale prima che uomo;
è una luce che fa una promessa sola ma poi la mantiene;
ciao a tutti a..
quello che mi piace, leggendo le scritte sui muri, è immaginarmi la storia che c'è dietro;
molte frasi sono piuttosto scontate ma per alcune ci si può sbizzarrire con la fantasia;
vi mostro la mia preferita:
la scorsa estate, qui a livorno, c'è stata la festa nazionale della sinistra giovanile;
una sera eravamo andati là per ascoltare i virginiana miller e, essendo arrivati presto, ci siamo imbattuti nel gruppo spalla;
mentre entravo nell'arena le prime note che ho sentito non mi entusiasmarono ma quando mi sono seduta e rilassata mi sono accorta che stavo ascoltando qualcosa di decisamente interessante;
il gruppo era offlaga disco pax e comprai il loro cd in cui compare la canzone qua sotto, che si chiama cinnamon
ciao a tutti a..
p.s. pare che malley sia tornato a nutrire quintino
sappiamo che i cinesi, nella pronuncia, trasformano la lettera erre in elle;
ma se prendiamo una parola che contiene una elle "impura" (ad esempio palco) e la facciamo leggere ad un livornese la elle diventerà erre;
quindi se prendiamo l'insieme delle parole con una sola elle ed 'impura" e consideriamo la 'pronuncia livornese' come una funzione troviamo che la 'pronuncia cinese' è la sua funzione inversa, proprio come l'integrale è la funzione inversa della derivata;
in pratica:
livornese(caldo)=cardo cinese(cardo)=caldo cinese(livornese(caldo))=caldo
ciao a tutti
(anche a chi non ce l'ha fatta a seguire il post)
a..
certo che me lo ricordo, a Parigi, di aver preso in fretta il taxi per arrivare in tempo davanti al Louvre e vederlo passare e ripassare: tutta la sua squadra aveva i capelli colorati di giallo;
e mi ricordo l'effetto che mi ha fatto poi... sentire, dagli altoparlanti sugli Champs-Elysées, l'inno italiano perchè lui, il 'pirata', aveva vinto il Tour;
ma l'emozione più grande la provavo alla televisione, quando guardavo le sue corse ed arrivava il momento in cui buttava gli occhiali, a quel punto chi gli stava dietro lo vedeva allontanare e se c'era qualcuno davanti, davanti ci rimaneva per poco;
buttava gli occhiali per alleggerirsi fino all'ultimo grammo, forse, ma anche per dire a noi, che lo stavamo guardando seduti sul divano, che aveva ancora del fiato e che potevamo contarci;
era il suo modo di coinvolgerci, il suo plurale majestatis affinché ci sentissimo tutti in sella, tutti a pedalare ed a vincere;
bello, eh!
e poi? e poi, come al solito;
abbiamo aspettato, sui nostri divani, di rimanere stupiti davanti ad un telegiornale nel giorno di S. Valentino e -solo- dopo ci siamo accorti che c'era stato un momento in cui toccava a noi buttare gli occhiali per dirgli:' puoi contarci te, adesso, sul nostro fiato'... ma, come al solito, non lo avevamo fatto;
si sa che i prodotti di successo vengono imitati e che utilizzando nomi simili c'è un effetto di traino;
quindi non stupisce che volendo andare a rimorchio della odiosa nestlè qualcuno ha deciso di modificare, appena appena, le parole GRAN AROMA per vendere del caffè solubile;
ma avrebbero potuto, ad esempio aggiungendo una D, scrivere GRANDAROMA invece di togliere la A finale, dando l'idea -a parer mio- di voler vendere formaggio per zingari;
lo so che non faccio testo perché -ormai- nessuna delle feste 'cumulative' mi piace e tantomeno quella dell' otto marzo... ma visto che manca ancora un mesetto sono ancora in tempo per spiegare, a chi avesse a che fare con una donna dall'anima un po' mancina, che: "un fiore,
magari colto e non comprato,
ci piace di più in un giorno qualsiasi ,
quando c'è un motivo... quando non c'è...
quando è solo per noi" buonanotte a tutti
a..